Nicolò Giovannini a PRIMA 2026: il futuro del packaging in carta

23 Giugno 2026

Il packaging in carta sta diventando una delle risposte più promettenti alle sfide di sostenibilità dell’industria dell’imballaggio. Ma trasformare questa promessa in una realtà industriale richiede tecnologia, test e una stretta collaborazione lungo l’intera catena del valore.

La carta è davvero il materiale d’imballo del futuro?

Sembra una domanda semplice, ma la risposta è tutt’altro che scontata.

La carta è familiare, naturale, riciclabile e sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità dei brand globali. Tuttavia, quando entra nel mondo del packaging industriale ad alte prestazioni, la vera sfida non è semplicemente sostituire un materiale con un altro. La vera sfida è farlo funzionare.

È proprio da qui che nasce una delle conversazioni più rilevanti di PRIMA 2026. La conferenza internazionale dedicata a carta, fibra, cellulosa e packaging riunirà i principali attori della filiera per esplorare in che modo sostenibilità, performance industriale e innovazione possano dare forma al futuro dei materiali da imballo.

Tra gli speaker dell’edizione 2026 ci sarà Nicolò Giovannini, Senior Key Account Manager presso Universal Pack, che condividerà il punto di vista dell’azienda su una delle transizioni più discusse del settore: la paperizzazione del packaging.

Chi è Nicolò Giovannini?

Nicolò Giovannini è Senior Key Account Manager presso Universal Pack, dove gestisce clienti strategici e progetti internazionali nel settore del confezionamento automatico.

Il suo ruolo lo porta a confrontarsi quotidianamente con esigenze di mercato molto concrete: produttività, affidabilità, qualità delle bustine monodose e astucci, precisione di dosaggio, riduzione degli sprechi e compatibilità con materiali sempre più sostenibili.

In altre parole, Nicolò lavora proprio nel punto in cui le grandi tendenze del settore devono trasformarsi in soluzioni industriali reali e scalabili.

Perché parlare di carta nel packaging è importante. Ma capire come la carta si comporta su una linea di confezionamento ad alta velocità è ciò che rende il tema davvero decisivo.

Lo speech: “Evolving paper packaging through improved machinability and sealing

A PRIMA 2026, Nicolò Giovannini parteciperà al panel dal titolo:

“Evolving paper packaging through improved machinability and sealing”

Il tema è essenziale per il futuro del packaging flessibile. La carta non deve essere soltanto sostenibile. Deve anche poter essere trasformata, formata, saldata, riempita e gestita con costanza lungo l’intero processo produttivo.

Nel confezionamento automatico, soprattutto per sachet e stick pack, ogni materiale deve soddisfare requisiti molto specifici. Deve scorrere correttamente in macchina, mantenere stabilità dimensionale, garantire una qualità di saldatura affidabile, proteggere il prodotto e assicurare un pack finale costante.

La paperizzazione, quindi, non è solo una scelta di design o un claim di sostenibilità. È un percorso tecnico, industriale e collaborativo.

Paperizzazione: promessa sostenibile o sfida tecnologica?

Negli ultimi anni, molti brand hanno iniziato a guardare alla carta come alternativa ai materiali di imballaggio tradizionali. La spinta arriva da più direzioni: consumatori più consapevoli, normative più stringenti, obiettivi ESG, riduzione della plastica e ricerca di soluzioni più facilmente riciclabili.

Ma una domanda resta aperta: la carta può davvero sostituire altri materiali in ogni applicazione?

La risposta non è automatica. Dipende dal prodotto, dal formato, dalle proprietà barriera richieste, dalla shelf life, dal sistema di saldatura, dalla velocità della linea e dall’ambiente produttivo.

Per questo la transizione verso il packaging a base carta richiede un dialogo costante tra produttori di materiali, brand owner, converter e costruttori di macchine.

Universal Pack contribuisce a questa conversazione con l’esperienza di un’azienda che progetta tecnologie per il confezionamento monodose e conosce le variabili che rendono un materiale realmente processabile su scala industriale.

Le domande chiave che plasmano il futuro del packaging in carta

Il contributo di Nicolò Giovannini a PRIMA aprirà il confronto su diverse domande importanti.

Quando un packaging in carta può essere considerato davvero sostenibile?
Non basta concentrarsi solo sul materiale in sé. Conta l’intero ciclo di vita: riciclabilità, efficienza produttiva, scarti generati e capacità del pack di proteggere correttamente il prodotto.

La carta è pronta per le linee di confezionamento ad alta velocità?
La macchinabilità è uno degli aspetti più importanti. Un materiale sostenibile deve anche garantire stabilità, precisione e continuità durante il processo di confezionamento.

Come si possono bilanciare sostenibilità e performance?
Una bustina deve essere più sostenibile, ma deve anche essere sicuro, resistente, funzionale e pronto per il mercato. La vera innovazione nasce dall’equilibrio tra questi fattori.

Quale ruolo svolgono i costruttori di macchine nella paperizzazione?
Le macchine non sono un elemento secondario della transizione. Sono il punto in cui il materiale viene davvero messo alla prova. Per questo la collaborazione tra sviluppatori di materiali e produttori di tecnologie di confezionamento è fondamentale.

Il futuro sarà fatto solo di carta?
Molto probabilmente, il futuro non sarà definito da un’unica soluzione. Sarà plasmato da scelte più intelligenti dei materiali, in base a ogni specifica applicazione. La carta avrà un ruolo sempre più importante, soprattutto quando saprà combinare sostenibilità, protezione del prodotto e performance industriale.

Dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità realizzabile

La partecipazione di Universal Pack a PRIMA conferma l’importanza di un approccio pragmatico all’innovazione sostenibile.

Oggi il packaging non può più essere valutato guardando soltanto al materiale utilizzato. Deve essere analizzato come un sistema: materiale, macchina, prodotto, processo, logistica, uso finale e riciclo.

Solo così la sostenibilità può passare da promessa a risultato misurabile.

In questo scenario, la carta rappresenta una delle direzioni più interessanti per l’industria. Ma per diventare davvero il materiale d’imballo del futuro, deve superare una prova decisiva: offrire prestazioni affidabili nel presente.

Universal Pack a PRIMA 2026

Attraverso la partecipazione di Nicolò Giovannini, Universal Pack porterà a PRIMA 2026 la propria esperienza nel confezionamento automatico, contribuendo alla discussione su come materiali innovativi e tecnologie industriali possano evolvere insieme.

La paperizzazione è una sfida aperta. Richiede ricerca, test, collaborazione e miglioramento continuo.

Ed è proprio in questo spazio, tra sostenibilità e performance, che si costruisce il futuro del packaging.

Perché il packaging di domani non dovrà essere soltanto più sostenibile. Dovrà anche essere efficiente, scalabile, sicuro e pronto per l’industria.